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Guida agli investimenti

Se disponi di risorse finanziarie e vuoi cercare di farle fruttare al meglio, devi investirle. Ecco qui di seguito alcune nozioni che possono esserti utili per fare le scelte più opportune.

​​Obiettivi dell'investimento e orizzonti temporali

Il primo passo per investire il tuo denaro consiste nell'identificare gli obiettivi dell'investimento in relazione alla tua propensione al rischio: se è alta, vuol dire che sei disposto a correre alti rischi finanziari con la prospettiva di guadagnare molto, ma anche con la possibilità di perdere parte del tuo denaro.

Se invece hai una propensione al rischio bassa, vuol dire che preferisci rendimenti più bassi ma più sicuri, con minori probabilità di perdere i tuoi soldi.

Approfondisci

Ogni investimento ha un proprio livello di rischio, che va valutato rispetto al suo potenziale rendimento: di solito più questo è alto, più è elevata la probabilità che l'investimento subisca un ribasso. Se sei un investitore "aggressivo", però, accetti di correre un alto rischio in vista di altrettanto alti guadagni, mentre se sei "conservatore" non vuoi rischiare di accollarti grosse perdite e preferisci puntare sul "poco, ma sicuro".

Una volta stabilito qual è il livello di rischio che sei disposto a correre, dovrai valutare anche l'orizzonte temporale del tuo investimento, ovvero il periodo entro cui ti proponi di raggiungere i tuoi obiettivi: è considerato breve se va da 1 a 5 anni, medio se va da 5 a 10 e lungo se contempla un arco di tempo di oltre 10 anni.

Se l'orizzonte temporale è lungo, è consigliabile un investimento dal profilo di rischio più alto, perché anche se ci saranno alti e bassi nel rendimento, negli anni la possibilità di recuperare eventuali perdite e di ottenere buone performance è superiore. In questo tipo di investimenti, i rialzi o i ribassi quotidiani non hanno grossa rilevanza, perché quello che conta è il loro valore nel tempo.
Se invece l'orizzonte temporale è breve, sono preferibili gli investimenti a basso rischio.

 

​​L'asset allocation

Puoi destinare il tuo denaro a quattro tipologie principali di investimenti: azioni, obbligazioni, liquidità e immobili; ognuna ha un proprio rapporto tra rischio e rendimento e una sua potenzialità di guadagni o perdite nel tempo.

Il modo in cui stabilisci di dividere i tuoi investimenti tra le quattro tipologie è definito asset allocation e dovrebbe mirare a raggiungere un equilibrio ideale per massimizzare i rendimenti e minimizzare i rischi.

 

​​Diversificare

Per ridurre il livello di rischio dei tuoi investimenti e conseguire rendimenti più stabili, la strategia migliore è quella di ripartire il tuo capitale tra diversi tipi di investimenti: viene definita diversificazione e consente performance superiori. I risultati dell'investimento, infatti, non dipendono dall'andamento di singoli mercati, società o settori, che presi uno per volta sono più aleatori, ma dall'andamento complessivo di tutti gli investimenti, per cui se uno di essi è temporaneamente in perdita, viene probabilmente compensato dai risultati positivi degli altri.

La diversificazione può seguire diversi criteri, mirati a limitare il rischio complessivo attraverso meccanismi di compensazione; si può quindi diversificare in base a:

  • la tipologia di investimento, per cui il capitale viene ripartito tra le quattro categorie principali (azioni, obbligazioni, liquidità e immobili);

  • i paesi, per cui l'investimento non si concentra su un solo mercato, ma spazia tra più mercati internazionali;

  • i settori, per cui le risorse vengono suddivise tra diversi comparti (energia, edilizia, telecomunicazioni, etc.)

  • lo stile d'investimento, quando si alloca il capitale a seconda delle opportunità di crescita e delle performance storiche dei vari investimenti.

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I fondi di investimento

Un fondo comune di investimento è uno strumento finanziario che consente di raggruppare i risparmi di più soggetti, che si affidano a società specializzate per la loro gestione.
I fondi comuni consentono agli investitori importanti vantaggi: ciascun risparmiatore, disponendo di capitali inferiori o di competenze insufficienti, da solo non riuscirebbe infatti ad avere gli stessi risultati consentiti dall'aggregazione delle risorse e dalla loro gestione professionale.
I fondi si distinguono in base ai loro obiettivi di investimento, e a seconda della loro tipologia e del loro profilo di rischio suddividono il capitale in modi differenti tra obbligazioni, azioni, liquidità e immobili, ripartendo così anche il rischio d'investimento.

Ciascun fondo di solito diversifica molto l'allocazione dei capitali, così da distribuire il rischio: i risultati finanziari non dipenderanno quindi dall'andamento di una società, più aleatorio e imprevedibile, ma dall'andamento complessivo di centinaia di società.
Per quanto ogni fondo abbia comunque un margine di rischio, per cui è anche possibile che il tuo capitale si riduca, il rischio di perdere è ripartito e quindi basso.
I fondi si distinguono in:

  • azionari, che investono in azioni di società selezionate dal gestore in base alle sue previsioni rispetto alle loro performance finanziarie;

  • obbligazionari, che investono in obbligazioni di vario tipo (titoli di stato, obbligazioni societarie; obbligazioni a scadenza breve o lunga; obbligazioni di paesi sviluppati o emergenti) e sono ritenuti a basso rischio, soprattutto quando si tratta di titoli di stato. Le obbligazioni sono infatti come dei "prestiti" contratti da governi (o dalle aziende nel caso delle obbligazioni societarie) che scadono a una data prefissata, danno diritto a un tasso d'interesse fisso e sono garantiti dagli Stati o dalle aziende che le emettono;

  • bilanciati, che investono in un portafoglio statico o dinamico composto da azioni, obbligazioni e liquidità;

  • monetari, che investono in titoli monetari a breve termine e consentono di beneficiare di tassi d'interesse superiori rispetto a quelli riservati ai risparmiatori privati;

  • immobiliari, che investono soprattutto in immobili commerciali e consentono redditi piuttosto regolari, rappresentando così un'alternativa meno rischiosa rispetto all'investimento connesso all'acquisto di un singolo immobile. Possono essere tradizionali, se investono direttamente in immobili, oppure di società immobiliari, quando investono in azioni di società attive nel settore immobiliare (imprese edili, catene alberghiere, etc.).

Nello scegliere quali fondi acquistare, dovrai valutare diversi fattori, tra cui la loro "performance storica", ovvero l'andamento dei risultati nel tempo: anche se i risultati passati non sono indicativi di quelli futuri, è bene sapere quali sono stati anche per valutare l'affidabilità del gestore. Altro fattore rilevante è il rating, ovvero il giudizio emesso periodicamente da società indipendenti (come Moody’s o Standard & Poor’s) su ciascun fondo, sulla base della performance, del livello di rischio e dei costi. E quest'ultimo punto è l'altro importante fattore da considerare, insieme alla trasparenza assicurata dalla società di gestione per quanto riguarda oneri e commissioni.

Oneri e commissioni

Investire in fondi comporta delle spese, la cui entità può talvolta essere tale da incidere significativamente sul rendimento, per cui è importante conoscere anche i rispettivi costi prima di decidere tra i diversi fondi.
Acquistare fondi comporta il pagamento di una commissione di gestione annuale trattenuta dai gestori dell'investimento e variabile dall'1 all'1,5% dell'investimento stesso. La cifra è tuttavia compresa nel prezzo del fondo, e non figura negli estratti conto.

Il TER (Total Expense Ratio) indica le spese operative annuali di un fondo, e corrisponde alla commissione di gestione annua sommata alle eventuali spese aggiuntive per la gestione del fondo (spese legali, amministrative e di custodia del patrimonio, che vengono pagate annualmente).
La commissione di ingresso viene invece talvolta richiesta dalle società di gestione per coprirne le spese amministrative, di commercializzazione e consulenza, mentre la commissione di conversione ("switch") va corrisposta se si trasferiscono quote da un fondo all'altro. Le commissioni di uscita sono infine applicabili solo al momento della vendita delle quote del fondo.

Investimento vs. risparmio

Risparmiare e investire sono due concetti diversi: risparmiare vuol dire semplicemente accumulare del denaro, che rimane così disponibile per ogni evenienza, mentre investire vuol dire "mettere al lavoro" il denaro, per farlo fruttare nel tempo, anche se a fronte di un certo rischio.

Si sceglie di risparmiare soprattutto per poter far fronte a emergenze di varia natura (gli esperti consigliano di mettere da parte l'equivalente di sei mesi delle tue spese medie, per ogni evenienza), ma anche per prepararsi in vista di spese consistenti come l'acquisto di una macchina, o di una casa. Se la tua esigenza è di questo genere, il modo migliore per custodire il tuo risparmio è versarlo su un conto dal rendimento garantito, dove puoi accedere alla tua liquidità in ogni momento e senza penali.

Se invece preferisci impostare il tuo assetto economico ragionando in un'ottica di lungo termine, investire può essere preferibile rispetto al risparmiare, perché consente maggiori rendimenti, anche se presenta rischi variabili in base al tipo di investimento.

 

​​Passo dopo passo

Prima di fare qualsiasi scelta in fatto di investimenti, è opportuno che ti documenti in modo approfondito sulle diverse alternative, chiedendo consigli a professionisti se serve, anche per conoscere eventuali agevolazioni in fatto fiscale e per poter minimizzare le spese massimizzando i profitti.

Approfondisci

Parti dalla valutazione delle tue esigenze attuali e future per decidere l'ottica temporale dell'investimento e i tuoi obiettivi, e cerca di impostare un piano di investimenti che preveda versamenti regolari: non importa se sono piccoli, in questi casi è la costanza a dare i risultati migliori e a consentire di accumulare somme significative.

Quale che sia il modo in cui scegli di investire, è opportuno che periodicamente controlli i tuoi investimenti, riesaminando le scelte effettuate e verificando che i loro risultati siano allineati alle tue aspettative. Non preoccuparti troppo di eventuali perdite nel breve termine, ma non insistere troppo se i risultati sono davvero deludenti.

Stai attento alle novità del mercato, per esempio ai fondi di nuova costituzione e ad altre opportunità che potresti inserire nel tuo portafogli, e segui l'andamento dei tuoi investimenti nel tempo, per capire quali sono stati più convenienti e perché, in vista di un'eventuale revisione del portafogli, ovvero di una nuova e più redditizia disposizione degli asset di investimento.